L' OLIO D'OLIVA
NOBILE e LA BASILICA IPOGEICA RUPESTRE
A
Rosolini il nome NOBILE non è legato solo ad una centenaria
produzione d' olio d' oliva di alta qualità; spesso viene
associato anche ad un contesto archeologico di notevole importanza
ricadente nelle proprietà della famiglia. Si tratta di una
basilica paleocristiana del IV-V sec. d.C. di grande valore storico.
Se si considera la vastità delle dimensioni, è infatti
il più grande monumento del genere esistente in Sicilia,
ci si rende conto che essa è una vera e propria perla archeologica.
Di questo importante monumento ipogeico si sono occupati archeologi
di rinomata fama internazionale, da P. Orsi ad A. Messina a L. Agnello.
Nel cuore dell' antico borgo feudale, attraverso il portale
seicentesco, la cui immagine costituisce il logo dell' etichetta
sulle bottiglie dell' olio, si accede al cortile del Palazzo Platamone.
Questo portale affiancato dalla torretta campanaria, appartenne
alla residenza estiva dei feudatari; la famiglia cioè che
ottenne nel 1712 l' autorizzazione ad edificare la città
con il benestare delle autorità netine. Ormai del Palazzo
Platamone, sito sul costone roccioso, non rimane quasi niente.
Nell'
ampio cortile, invece, proprio di fronte all' oleificio dove si
produce l' eccellente olio d' oliva e sotto il costone roccioso,
|
|
|
Portale
seicentesco del Palazzo Platamone ( di proprieta' dell'
Azienda Nobile) che costituisce il logo dell' etichetta
sulle bottiglie dell' Olio Extravergine di Oliva "Nobile".
|
troviamo la stupenda
chiesa rupestre di eccezionale pregio. Interamente scavata nella
roccia, la basilica bizantina si mostra al visitatore ancora nella
struttura originaria, anche se non più integra. Alcuni preesistenti
ipogei funerari, ricavati nella roccia calcarea, hanno dato origine
all' intero impianto
basilicale a tre navate. Si notano qua e la' imprecisioni e incertezze
architettoniche dovute appunto alla necessità di impiantare
la chiesa su ciò che già esisteva; nella navata di
destra si conservano, infatti, ancora alcuni arcosolii d' epoca
bizantina.
Le tre navate
della basilica sono delimitate da otto campate di archi a tutto
sesto che poggiano su massicci pilastri quadrati che conferiscono
maestosità al monumento. La navata centrale termina con un'
ampia abside
e l' ultima campata la separa da quella di sinistra mediante un'
arcata cieca; ciò consente l'isolamento di un vano di forma
irregolarmente quadrata. Al centro del soffitto di tale vano una
tegurrina
sovrastava all' origine un monumento sepolcrale anch' esso di forma
quadrata. Di questo baldacchino rimangono soltanto gli attacchi
superiori dei piastrini raccordati da piccoli archetti, i quali
delimitano una cupoletta semisferica che porta al centro un anello
ricavato dalla pietra. Nella parete di sinistra, all'altezza del
presunto cenotafio probabilmente eretto in memoria di un personaggio
venerabile della Chiesa locale, si trova una nicchia dove sicuramente
veniva poggiato l' occorrente per la celebrazione dei riti religiosi.
Piccole nicchie dislocate, con regolarità, su tutto l' ambiente
basilicale, fanno pensare che fossero utilizzate come mensole per
le lucerne.
Rimane
ancora un mistero "chi" abbia concepito e costruito questo
monumento. Si suppone che le influenze architettoniche e religiose
di matrice orientale, in esso realizzate, siano di origine siro-palestinese,
portate da una delle tante comunità monastiche che giunsero
dal vicino oriente in Italia meridionale e presenti nel territorio
della futura Rosolini. Con l' arrivo degli Arabi, questo luogo così
suggestivo venne denominato, trattandosi di una chiesa, "GARU
AS-SALIBIN" (pronuncia Rusalibin) ossia "LA GROTTA DELLA
CROCE".
Col tempo la pronuncia
si trasformò in "RUSALINI", forma dialettale dell'
attuale ROSOLINI, dando così il nome definitivo all' intero
borgo che nel frattempo si andava formando. Oggi, da Rosolini e
da questo cortile pregnante di storia l' OLIO NOBILE raggiunge,
apprezzatissimo,
le più lontane destinazioni. La basilica, bene culturale
pregevolissimo, non rimane solo alla famiglia Nobile che la custodisce,
come l' olio non appartiene solo a chi lo produce. L' una è
un documento di notevole importanza storica archeologica. L' olio
d' oliva Nobile, alimento sano con speciali requisiti nutrizionali,
è insieme con essa un patrimonio di tutti.
Prof. Piero Meli
Coordinatore Gruppo di Studio "LE TIMPE"
Rosolini
|